Corpi aumentati: il futuro che si costruisce con le nostre mani Dal libro “Il corpo artificiale” di Rossi e Prattichizzo… al corpo aumentato secondo noi!
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Unità Didattica trasversale dell'Indirizzo Servizi per la Sanità e Assistenza Sociale

Esercizi di laboratorio: costruire insieme competenze e consapevolezza.
Breve descrizione del progetto
Il nostro lavoro nasce da una domanda semplice ma potentissima:
“Cosa succede quando studenti curiosi esplorano con creatività le discipline socio-sanitarie? ”
Abbiamo preso spunto dal libro Il corpo artificiale per discutere, disegnare e immaginare prototipi che rendono il corpo umano capace di fare qualcosa in più: vedere meglio, muoversi con più sicurezza, ricordare con maggior facilità.
Il risultato è una serie di piccoli progetti ingegnosi, creativi e anche un po’ futuristici, ma sempre con un cuore molto umano: aiutare chi ha una fragilità a vivere meglio. Abbiamo lavorato in laboratorio seguendo un approccio “hands-on”: provare, sbagliare, riprovare, ridere, misurare, costruire. Il futuro, dopotutto, si inventa così.
I progetti
1. Gli occhiali intelligenti per ipovedenti
Una specie di “super-occhiali” che avvisano quando c’è un ostacolo, aiutano a orientarsi senza ansia, nati osservando un problema reale: “Come posso aiutare qualcuno a muoversi in sicurezza quando la vista non basta più?”.
2. L’esoscheletro che dà una mano…
Ecco un mini-esoscheletro: leggero, flessibile, fatto di materiali semplici ma progettati con cura. Serve a: migliorare la presa, accompagnare il movimento, sostenere i muscoli quando si stancano o in presenza di malattie invalidanti. Non è Iron Man (ancora), ma la direzione è quella giusta: tecnologia che si indossa, si muove con te, ti completa.
3. La voce che risveglia i ricordi (per i malati di Alzheimer)
Un progetto delicato e poetico. Si tratta di un dispositivo che parla, una piccola voce amica che suggerisce, ricorda e rassicura. Non sostituisce la memoria: la stimola. Il dispositivo può: ricordare piccole azioni quotidiane (“Hai preso le chiavi?”), evocare ricordi affettivi attraverso suoni o frasi familiari, aiutare a orientarsi quando c’è confusione. Un progetto tenero, intelligente e profondamente umano, che dimostra che la tecnologia migliore è quella che si prende cura.
E così, tra idee che si intrecciano, schizzi che volano e discussioni che scaldano la mente, abbiamo scoperto che il futuro non si inventa con le istruzioni, si costruisce inciampando, provando e… volendo davvero aiutare qualcuno. E se per caso un giorno questi corpi aumentati faranno più di quanto immaginiamo, sappiamo che il merito non sarà solo della tecnologia, ma di chi ha osato metterci dentro un pezzo di cuore.
