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"La Grande Guerra con gli occhi dei nonni"

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Interessante approfondimento didattico sulla Prima Guerra Mondiale

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Grande Guerra

La storia di una guerra con gli occhi di chi amiamo. E' questo il forte sentimento che Ezio Poletti, autore del libro “La Grande Guerra con gli occhi dei nonni” edito nel 2015, ha raccontato in modo genuino e semplice a noi studenti delle classi quinte nella mattinata di lunedì 30 ottobre scorso.

Parlare di un evento storico di portata mondiale, facendo emergere sentimenti e ricordi personali, ha colpito noi ragazzi in modo molto profondo: infatti, durante gli anni del centenario dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Ezio Poletti ha deciso di raccogliere in un libro un minuzioso lavoro di ricerca storica. L’autore ha recuperato numerose fotografie dei suoi familiari che furono mandati al fronte e le ha ricollegate ad un dossier realizzato dal Comitato per il monumento ai caduti di Cranna Gattugno (oggi frazione di Omegna), il cui presidente fu proprio il nonno del signor Poletti.

Lettere, fatture, registri, manifesti e immagini di vario tipo vengono riportate con grande precisione e rigore storico all’interno del libro, permettendoci di comprendere appieno la realtà e la vita di quegli anni.

In particolare l’autore ha voluto introdurci nello scenario della Grande Guerra, leggendoci una lettera scritta da suo padre Francesco che, anni dopo la conclusione del conflitto, ancora portava con sé il ricordo nitido del giorno in cui fu annunciata la fine delle ostilità: le campane che suonavano festose contemporaneamente in tutti i paesi vicini, la gente che si radunava nelle strade della località “San Fermo” urlando a gran voce, il falò predisposto nel piazzale della chiesa. Tra le persone si riaccendeva la speranza di rivedere presto i propri cari, rimasti lontani per anni.

Il racconto intenso e a tratti commovente del signor Poletti ci ha fatto comprendere lo stato d’animo di migliaia di giovani della nostra età che furono mandati a combattere al fronte, impauriti ed impreparati, costretti a partecipare ad una guerra non loro, spinti dalla paura a episodi di autolesionismo o a tentativi di diserzione.

Sfogliando le pagine del libro si possono scoprire molti piccoli e grandi eventi che hanno caratterizzato le nostre zone durante gli anni della guerra: la storia dei fratelli Rivolta, partiti e mai tornati a casa, l’arruolamento delle donne nelle fabbriche del territorio, la reclusione di molti soldati italiani nei campi di concentramento di Mauthausen e Rastatt che spesso sentiamo nominare solo per la Shoah.

Anche i numerosi monumenti che oggi possiamo ammirare nei nostri paesi sono il risultato di un importante percorso di rielaborazione storica e di memoria collettiva. Queste lapidi ci aiutano a non dimenticare il sacrificio di tanti ragazzi e le sofferenze delle loro famiglie in un momento in cui la guerra sembra tornata prepotentemente nello scenario internazionale.

 

Chiara Primatesta 5AFM

Pubblicato: 02/11/2023, 21:56 - Revisione: 02/11/2023, 22:01

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