L'Afghanistan di Barbara Schiavulli, inviata di guerra tra donne e diritti
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Incontro di presentazione del libro "Burqa Queen" con gli studenti delle scuole superiori omegnesi

Venerdì il 14 marzo, dalle 10.00 alle 12:00, presso l'Auditorium della nostra scuola, noi studenti delle classi 4 AFM, 4 TUR, 4 IAC, 5 TUR, 5 IAC, 5 MAN E, insieme ad alcune classi del Liceo P.Gobetti, abbiamo partecipato all'incontro con la giornalista inviata di guerra Barbara Schiavulli.
Barbara Schiavulli, a soli 13 anni, voleva fare la giornalista di guerra, voleva denunciare la violenza, i soprusi, le ingiustizie. Ha raccontato tutti i conflitti degli ultimi vent’anni: in Iraq, Afghanistan, Palestina. I giovani di oggi per fortuna non hanno vissuto la guerra ma questo non vuol dire che dobbiamo dimenticarci della sua esistenza. La giornalista ci ha raccontato tutte le storie della sua esperienza personale che dovrebbero essere ascoltate da tutti. Soprattutto, ha affrontato le problematiche legate ai diritti delle donne in Afghanistan in questo periodo. Dopo il ritorno dei talebani nel 2021, i diritti delle donne sono stati ridotti al minimo storico, non venendo riconosciuti loro neppure i diritti fondamentali. Fra i divieti imposti, le donne non possono uscire di casa da sole, parlare in pubblico, viaggiare da sole, frequentare la scuola oltre i 12 anni, lavorare e anche ascoltare la musica. Il burqa, ha detto la giornalista, è un modo per cancellare le donne afghane.
Inoltre, Barbara Schiavulli è anche autrice di un paio di libri che parlano delle pessime condizioni di guerra ma soprattutto delle sofferenze delle donne vittime. Una delle storie più toccanti che ci è stata raccontata è descritta appunto in uno dei suoi libri. Si tratta della vicenda di una ragazza che è cresciuta in Afghanistan, a 12 anni è promessa sposa con un uomo crudele di 35 anni. Appena dopo il matrimonio, il marito inizia a picchiarla e in una delle tante occasioni non si rende conto della sua forza e la picchiò in modo tale da romperle il naso e da farle perdere coscienza. La donna viene trasportata in ospedale e il marito, per evitare le conseguenze del suo gesto, scappa all'estero. La giovinetta, dopo essere stata curata, rimase da sola con tre figli. Tuttavia, dopo il ritorno dei talebani, l'uomo decide di tornare a casa. La donna, invece, disperata, decise di scappare con i figli in una casa di ricovero dove venivano protette tutte le donne vittime delle violenze dei loro mariti. L'uomo allora, per vendicarsi, trovò la sua famiglia e ammazzò sia il padre sia il fratello della ragazza e ferisce gravemente la madre. La ragazza, così, decide addirittura di togliersi la vita. La giornalista Barbara Schiavulli, dopo aver conosciuto la giovane, è riuscita ad aiutarla e adesso si trova in Italia con i suoi tre bambini, forse per la prima volta nella sua vita si sente felice e libera nelle sue scelte.
L’incontro con la Barbara Schiavulli è stato molto interessante e stimolante per noi giovani che abbiamo ancora tutto il futuro nelle nostre mani e che quindi possiamo ancora cambiare le cose. Le storie raccontate oggi, devono essere ascoltate e raccontate ovunque. Non possiamo più chiudere gli occhi e tacere su ciò che abbiamo dinanzi.
Yuliia Savka, 4 AFM
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